12 giugno 2009

Giugno 2009


Quante imprese dall'ultimo aggiornamento. Notizie brutte, lutti, separazioni. Malattie. Quante novità liete. Gravidanze, successi, feste. Quanto coraggio questa stagione. Memorie recuperate come pezzi di un mosaico ricco del polveroso fascino di un antico mistero. Quanta temerarietà. Nello sguardo che, quando l'ultima stella si spegne, fissa l'orizzonte di un'ignota alba. Uno sguardo rivolto al futuro.

08 maggio 2009

La stretta della Mano



Anamkas è morta. La viverna si attenterà su di lei per divorarla.

Il resto della Compagnia del Lupo si precipita sul corpo di Anamkas. Il Bastone del Ritorno dell'Anima, prontamente attivato, annulla l'evento infausto, salvandola. E la viverna ha breve vita, ormai ferita, contro la furia congiunta della vendetta degli OverFallen.

"In fondo, non è successo nulla di grave" Dice Zarthen. "Anamkas è come nuova. Il Bastone potrà compiere soltanto un ultimo prodigio, è vero. Ma gli abitanti sono salvi. E la battaglia è vinta". La sua solita faccia di bronzo stavolta è mossa a fin di bene, per risollevare il morale del gruppo. O forse per cercare di essere quel leader che manca, dopo la storia di Alianera. Già, che arrivista. Ma se non c'è neppure bisogno di un capo, tra noi? No. La verità è più dura da digerire. Con tutte le buone intenzioni del mondo, sta sì scacciando i fantasmi. Ma principalmente è lui che li teme. Sa che le sue prossime notti saranno tormentate...

Già. Quello che lo ha scosso è stato il SUONO. Il rumore del corpo di Anamkas che si schiantava al suolo. Un suono agghiacciante che non riesce a togliersi dalla testa. Il rumore della fragilità della vita. Il suono del prezzo del sacrificio che forse anche lui sarà chiamato a pagare per la salvezza di Loranna o degli altri OverFallen... Una sola viverna. Una sola viverna ha abbattuto tutte le sue speranze. Questa Mano Rossa è davvero terribile. Inesorabile. C'è davvero una qualche speranza di poterla arrestare? Gli dèi hanno promesso aiuti, e qualche aiuto l'hanno davvero concesso. Ma anche il nemico ha gli stessi privilegi. E anche Anamkas godeva di simili favori...

Gli eventi dei giorni seguenti non si discostano molto da questa linea.

C'è una donna, dei Leoni di Brindol, che viene incontro ai nostri per chiedere notizie. Ed informare riguardo i blocchi stradali, e riguardo le decisioni prese dal Signore di Brindol. Pare che la città abbia intenzione di assoldare alcuni clan di Nani, che dimorano più a sud, in una zona montagnosa nota come Rifugi di Hammerfist. La Compagnia consegna alla Leonessa una copia tradotta delle mappe annotate di Koth, da portare a Lord Jarmaath a Brindol. E' meglio che la città sia pronta e informata sui piani del nemico.

C'è poi ancora panico. Giunti ad un ospedale i nostri aiutano le sacerdotesse di Almarus ad evacuare i feriti e i malati, e a caricarli sui carri. Finché Therdras non percepisce la presenza di qualche anima malvagia tra i malati. Dopo un breve interrogatorio non regolare, una di essi si mostra per essere un ragno mutaforma, e tentando la fuga viene uccisa da Davos. "Fortunatamente" tra le proprietà del cadavere si rinviene un simbolo della Mano Rossa...

Zarthen cede al panico seminandolo tra i popolani. Per convincerli che la minaccia dell'Orda è reale, e che l'evacuazione è urgente e l'unica soluzione possibile, area l'illusione di un grosso drago, simulando un attacco. Scoppia un parapiglia di fuggi-fuggi selvaggio tra i paesani, che causa alcune vittime. Ma il risultato è ottenuto.

Poi la paranoia. Mentire ad alcuni Leoni di Brindol, per tema che siano spie del nemico sotto abili camuffamenti. Sospettare del più innocuo contadino, invece di soccorrerlo.

"Cosa stai facendo? Mentire, generare panico, bruciare villaggi, usare il terrore per controllare le masse, diffidare degli amici, e finire isolato nella paura. Tutto questo è una prigione in cui vi state rinchiudendo da soli, che conduce ad usare i mezzi del nemico" dice Uran a Zarthen. "Peggio, anzi. Così ne realizzi i fini, tu stesso! La vittoria del male si compie quando i buoni cedono all'odio, alla paura, alla disperazione. Non capisci che questa è già una battaglia? E che la potete vincere soltanto con la vostra forza di volontà, prima che con spade e incantesimi?"

Uran non avrebbe potuto avere più ragione di così. Ed è da quel momento che tutto viene rimesso in gioco...

Prossima tappa: Guado delle Streghe, crocevia per i blocchi stradali e le Paludi di Rhest. Un passo per il coraggio. Un passo per la speranza. Un passo per gli abitanti della Valle. Un passo per Brindol. Un passo per Loranna. Un passo per la Compagnia del Lupo. Un passo per il futuro...

Come piume al vento



OverFall. Le notizie sulla guerra percorrono la Via dell'Alba, mano a mano che i profughi di villaggio in villaggio marciano derelitti verso est, verso Brindol e verso una tenue speranza. La Compagnia del Lupo accompagna la prima fase della migrazione, scortando i popolani ed occupandosi di eliminare le prime avanguardie dell'Orda, che si tratti di feroci incursioni sanguinarie o di astuti mappatori.

E' durante una notte, che la minaccia diventa tragica realtà per i nostri eroi. Anamkas monta il suo turno di guardia. Scruta la notte e l'orizzonte, mentre gli altri dormono preda di sogni o incubi, o soltanto ristorando le fatiche con placido sonno. Sono stati duri gli ultimi giorni. Ma l'animo dell'elfa è gentile, oltre che severo, e il suo spirito è temprato. Il coraggio non l'ha mai abbandonata. La scintilla divina che nella sua anima brilla imperitura è stata risvegliata forse proprio per combattere questa guerra? Forse, forse. Gli dèi hanno rivelato molto, in questi giorni. Hanno mandato segni. E forse non è stato un caso ma un destino, quello che l'ha condotta a far parte di una compagnia di mercenari qual'era la Brigata Fortebranco. L'esperienza bellica accumulata in quegli anni certamente la sta aiutando... In questa guerra.

"L'unica guerra, fra quelle che ho combattuto, che davvero valga la pena vincere. Non scaramucce tra umani, di cui tra cento anni nessuno ricorderà nulla. La lotta del Bene contro il Male. E se Nemurian mi aiuterà, sarò folgore che si abbatte sul nemico. E sarò nube, che sovrasterà abbracciando gli amici e opprimendo gli avversari. E sarò vento, che volerà spazzando il campo di battaglia. E sarò pioggia, alla fine, per lavare via il sangue e ridare la vita. Sì. Se Nemurian mi darà forza, io sarò cielo, che è padre di tutto e tutto domina, e tutto vede e tutto raggiunge"...

E, alzando gli occhi al cielo, nel momento della preghiera e del raccoglimento, gli acuti occhi dell'elfa scorgono la sagoma di un mostro alato in avvicinamento. Ali membranose, scaglie, fauci aguzze, lunga coda con pungiglione, artigli mortali. Una viverna, stirpe di drago.

Proteggere gli abitanti. Questa la priorità. Le viverne, Anamkas lo sa, sono voraci. Aggressive. E questa, sicuramente, non fa eccezione. Il tempo di dispiegare le splendide ali piumate, ed Anamkas segna il suo destino. Gridare l'allarme chiamerebbe in soccorso gli altri OverFallen, ma probabilmente anche qualche abitante si esporrebbe impotente ad un pericolo troppo grande. "No. Attirerò la viverna su di me. Salverò i profughi. Per Nemurian!"

Il mostro osserva la creatura alzarsi in volo con grazia. La segue con lo sguardo. Ecco la sua preda...

Ed ecco nei cieli che lo scontro si consuma. E saette, Anamkas scaglia sul drago, invocando il castigo divino su di lui. E la viverna affonda gli artigli nella carne. E l'odore del sangue la inebria. E poi è un turbine di dolore, di ferite, di tenacia e di furia. Mentre, immobile, imperscrutabile, il cielo avvolge l'incantevole e spaventoso duello...

Ed è con lo schiocco di una frusta, che la viverna piazza il pungiglione proprio in mezzo al petto di Anamkas. Ed il terribile veleno nel suo corpo...

Come le fiamme, brucia tutto in lei. Ma è solo un attimo. Poi tutto rallenta per un attimo. Il dolore scompare lentamente, lasciando il posto ad uno strano torpore. Tutto il corpo di Anamkas si contrae. Non vuole muoversi come la sua mente vorrebbe. Non lo sente più. Come affaticato da mille anni di tormento e di tortura, concentrati in un singolo minuscolo frammento di millesimo di momento di agonia purissima. Finché l'unica cosa che sente è la brezza. E una sensazione di abbandono...

Trenta metri più in basso, gli OverFallen sono stati svegliati dal frastuono della battaglia che riempie i cieli come un sinistro presagio. Fuori dalla loro tenda, sono sordi testimoni degli ultimi pensieri di Anamkas. "Questa brezza è piacevole, adesso. Ed io che credevo che la morte fosse un punto di oscurità, che lentamente ingoia tutta la luce intorno a me... No... La morte è questa brezza... E' vedere che sto allontanandomi dal cielo, mentre la terra si avvicina. La morte sono le mie ali che non si muovono. Non riuscire a vivere questa brezza, ma lasciare che scivoli via da me senza abbracciarla. La morte, padre dei cieli, è non poter volare più..."

Trenta metri più in basso, Anamkas cade. Decine di piume volteggiando si adagiano lentamente intorno a lei, come per annunciarne la dipartita. In silenzio. Con delicatezza. Come se volessero mostrare che avrebbero voluto sostenerla e posarla con amore al suolo proprio in quel modo. Come se volessero continuare a volare. Come se lo spirito di Anamkas in realtà non fosse ancora abbattuto. E prima che l'ultima piuma possa posarsi, prima che la viverna in picchiata strazi le carni della loro compagna, gli OverFallen sono già intervenuti.

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22 aprile 2009

Addio Traghetto di Drellin



OverFall.
Norro Wilson rintraccia immediatamente i membri della Compagnia del Lupo. Alla locanda de Il Vecchio Ponte si tiene subito una riunione straordinaria del consiglio cittadino. Gli OverFallen spiegano la situazione agli esterrefatti ascoltatori. Norro non sa che cosa fare. Loranna è triste e accigliata. Un'ombra oscura i suoi occhi profondi. Delora invece sa bene quale sarà il destino degli abitanti del villaggio e di tutta la Valle. Morte, schiavitù. Dolore. Lacrime e sangue... Propone l'evacuazione totale. Per dove, però, chiede il vecchio Iormel, ricco possidente, ma anche anziano spilorcio. Secondo lui bisognerebbe provare a difendere il difendibile: la fuga non porterà a nulla. Forse allora sarà più giusta una posizione intermedia, cioè far evacuare anziani donne e bambini e lasciare in città tutti coloro in grado di combattere, quantomeno per permettere agli altri di mettersi in salvo...

No. La Compagnia su questo è compatta. Hanno affrontato Koth e visto quali sono i piani della Mano Rossa. Hanno abbattuto il Ponte sulla Gola del Teschio. Hanno sconfitto il possente Ozyrrandion. Hanno visto con i propri occhi la potenza inarrestabile dell'armata di Tiamat...

Tempo se ne è guadagnato. L'orda perderà qualche giorno ad aggirare la Gola del Teschio. Warklegnaw e i suoi ne rallenteranno l'avanzata attraverso il Bosco delle Streghe. Bisogna sfruttare questo prezioso tempo per lasciare terra bruciata alle spalle e radunarsi a Brindol. L'unica città con mura difendibili, esercito regolare, e risorse magiche e militari degne di questo nome. In più, gli OverFallen si impegneranno personalmente nell'attuazione di missioni strategiche volte a ostacolare il nemico. Distruggere i blocchi stradali. Guadagnare alleanze. Abbattere i comandanti dell'orda.

Zarthen attende trattenendo il fiato che il consiglio si decida. Gli OverFallen hanno parlato con abilità. Hanno provato le loro affermazioni. E l'arcanista spera che a Loranna non capiti nulla di male. Persino Jorr il guardaboschi ha difeso le posizioni dei nostri eroi.

L'unica soluzione sensata è quella di abbandonare Traghetto. E tutti gli altri villaggi, lungo la Via dell'Alba, per organizzare una qualche difesa a Brindol. Ed è la decisione che il consiglio approva. Norro Wilson raduna gli abitanti. Entro due giorni tutti saranno in marcia...

Passano le ore. Il gruppo definisce i suoi obbiettivi strategici. Dopo aver sconfitto alcune incursioni delle avanguardie d'esplorazione, per coprire l'esodo degli abitanti, si prepara alla partenza. Lungo la Via dell'Alba, di villaggio in villaggio, scortando i profughi. Per poi deviare a nord, verso le paludi e il Lago di Rhest, dove pare sia Saarvith, un altro Capitano dei Dragoni. La Sfera della Contemplazione mostra una camera con delle grandi uova verdi, probabilmente destinate a generare mostri per ingrossare le fila del nemico. Se questi sono i piani della Mano Rossa, i blocch stradali a nord e quelle uova devono essere distrutti.

Ultimi ad andarsene da Traghetto, i nostri su suggerimento di Davos abbattono il traghetto stesso, per rendere più difficile al nemico l'attraversamento dell'Elsir. Dopodiché, con il cuore in gola, danno alle fiamme il villaggio. Di lì a pochi giorni le rovine del paese saranno teatro di una terrorizzante scena di devastazione e distruzione...

Come un'onda di morte e annientamento, di dominio assoluto, l'orda si abbatterà su tutto quello che la gente di qui ama. Sui ricordi degli abitanti. Sulle loro vite, facendo tutto a pezzi. E con questa certezza alle spalle, mentre volute di fumo nero si alzano al cielo, la Compagnia del Lupo guarda avanti. La strada verso Brindol non sarà facile, per i profughi. E quella che aspetta i nostri eroi, lastricata di speranze e determinazione, si prospetta ancora più dura di qualsiasi prova mai affrontata fino ad ora...

Addio Traghetto di Drellin. OverFall continua.

03 aprile 2009

Latori di brutte nuove




Passatemi l'immagine in doveroso tributo all'avventura masterizzata da Andrea a OverFall.

Le avventure della Compagnia del Lupo non sono certamente terminate con la distruzione del Ponte sulla Gola del Teschio, né con la morte di Ozyrrandion. Dopo la partenza di Warklegnaw e l'arrivo di Uran, infatti, i nostri eroi organizzano una sortita a Colle Cenere, oltre la gola e più a nord, per osservare a debita distanza l'entità della minaccia dell'Orda della Mano Rossa. Un campo con centinaia di tende. Migliaia di creature. Più spaventoso di quello visto nel sogno rivelatore inviato dalla Dea Luna, Shesmaril. Sovrastati da un immenso nembo nero e pesante, che niente ha di naturale, stanno preparandosi alla conquista le forze di un esercito spaventoso. Probabilmente la nube è stata evocata dalla magia per oscurare il sole, che molti orchi non amano. O forse perché l'armata lo ritiene un nemico in quanto Almarus, il Dio Sole. Forse si tratta di una manovra psicologica per atterrire gli avversari, giungendo come una nera marea alla guerra. Quel che è certo è che la vista di un tale dispiegamento di forze farebbe tremare persino il più duro degli eroi. Goblin. Orchi. Worg e segugi infernali. Ogre e giganti. Draghi...

Davos si concentra ed entra in comunione con lo spirito della natura, riuscendo così a percepire il numero e l'approssimativa posizione delle essenze vitali entro la distanza di alcuni chilometri. Molti gruppi ancora sono in marcia verso il luogo di raduno. Oltre 15 mila il numero dei nemici. Alcuni non sono di questo mondo. E percepisce chiaramente la presenza di creature immorte. Tra queste, una spicca su tutte. Proprio al centro dell'accampamento, dove si concentrano le forze vitali più imponenti. Probabilmente i padiglioni dei comandanti...

Tutto il gruppo allunga il collo, sporgendo il capo oltre il nascondiglio. "Ecco sento che si sta muovendo. La vita lo rifugge come farebbe una preda. E' come un enorme buco nell'insieme dell'energia vitale della natura qui presente. Si sposta lentamente verso est". Pochi attimi di attesa. Il padiglione centrale si apre. Ne emerge la figura di un umano. Piuttosto pallido, giovane all'apparenza. Dal portamento nobile. Tutti gli fanno largo per lasciarlo passare. E' lui. L'acuto sguardo elfico di Lothlin è preciso e attento però. E la sciamana sa riconoscere un Signore dei Vampiri, quando lo vede...

Adesso anche l'oscura nube acquisisce un valore ben più che meramente tattico. Poiché la luce diretta di Almarus è mortale per i vampiri. Che costui sia forse "Il Maestro" che ha mandato le sue progenie vampiriche alla locanda di Fosso di Nimon, qualche notte fa, a tormentare gli OverFallen? Non c'è tempo per le ipotesi. "Se uno di quei draghi che planano sul campo volasse troppo vicino al nostro nascondiglio, percepirebbe la nostra presenza anche se fossimo invisibili. Dobbiamo andare"...

Come fulmini i nostri ripercorrono a ritroso i loro passi, fino al capanno di Jorr. Conducono con loro il guardaboschi, fino a Traghetto di Drellin.

"La gente non sa nulla.
Bisogna parlare con il Portavoce del villaggio.
Bisogna evacuare il paese...
Abbiamo i giorni contati!"


30 marzo 2009

Zalion è tornato



Ci sono stati diversi sviluppi in quella che era la campagna Eberron Curse. Gente che va, gente che viene, gente che torna, personaggi allo stesso modo sbatacchiati qua e là. Ma dopo alcune vicende, la cittadina di DarkRock cresce e si sviluppa. Una sapiente strategia diplomatica ha permesso al governo della città di allearsi ad alcuni dei casati più importanti delle lande di Eberron. Adesso una ferrovia arriva a DarkRock, e aiuterà il commercio dei marmi che vengono estratti dalle miniere, la pregiata pietra che è richiesta ovunque e che solo a DarkRock è presente. Poi centri di guarigione e di istruzione sono stati attivati, ed altre importanti iniziative sono in fase di discussione, anche se la spada di Damocle di conti da pagare pende sempre sui nostri eroi. Mentre la Fiamma Argentea affronta una crisi nelle alte sfere dell'organico, nuovi oggetti maledetti vengono a svelarsi per i nostri personaggi. Siamo a quota sette. Ne mancano ancora sei prima del gran finale. Purtroppo questi traguardi non sono stati raggiunti senza intoppi. Gurthril, l'infernale famifglio diabolico di Zalion, è stato ucciso brutalmente, e Zalion stesso è stato vittima della furia di una sua compagna di viaggio. La tensione che i nemici e le paranoiche vicende di questo mondo hanno alimentato tra i nostri eroi ha dato infine i suoi frutti. Per questo un sigillo era stato posto tra Zalion e Zoe, affinché le loro vite fossero legate e necessarie l'una all'altra. Purtroppo però, mentre il gruppo affrontava un'importante scontro con le forze di Kyuss l'immorto, Zoe è caduta vittima di una magia mortale, e Zalion stesso quindi ha perso la vita. Theodorus ancora ci mette lo zampino, il cardinale rinnegato della Fiamma Argentea che tanto ha aiutato i nostri sin dai loro inizi. E Zalion ha potuto respirare ancora l'alito della vita...

Il passaggio però lo ha cambiato. Non soltanto fisicamente, poiché appare adesso biondo, in salute, più robusto e aitante, ma anche nello spirito. Benché infatti le sue convinzioni restino le stesse, adesso è più sereno, lucido, come epurato dalle mille tensioni accumulate. La sua magia anche è cambiata, adesso protegge lui e i suoi compagni invece di distruggere, e porta sempre la luce in molte forme. Abilità marziali e di guerriero insospettate, come fossero state sempre sopite, si sono destate in lui, che combatte con la lua spada di luce divina tutti i nemici, quando non invoca la sua lancia di forza magica. Soltanto dopo aver affrontato l'inferno che era in se stesso Zalion è tornato, come campione arcano, come mago protettore, a riguadagnare il rispetto dei suoi compagni, mentre altri si sono aggiunti. Deciso a non demordere di fronte alle insidie di un mondo così diverso dalla sua casa, ma che ormai ha imparato a conoscere, con l'acume caratteristico del nobile popolo da cui proviene. Il demone cui è legata l'anima di Zalion tramite il più malvagio dei tredici oggetti maledetti non ha certamente allentato la presa sulla sua vittima simbiotica. Nuove sfide, nuovi fallimenti ma anche nuove soddisfazioni attendono Zalion, che fu ed è maledetto, ma che adesso è il Luminoso. La buona volontà c'è, ma il cammino è ancora lungo per poter prevedere come andrà a finire...

27 marzo 2009

Benvenuti a Primavera



Siamo ormai in una nuova stagione. Il freddo assassino degli ultimi tempi sembra avere stemperato la sua forza. Tra notizie belle ed altre che hanno dell'inquietante prosegue la mia vita abitudinaria. Si lavora alla tesi, la sera si incontra qualche amico. Tra sessioni di gioco di ruolo e cene si attende un altro weekend. Adesso Teresa è nel secondo semestre di tirocinio e si è, chilometricamente parlando, avvicinata. Proseguono le mie avventure live, come da foto si può facilmente evincere. Mentre mi richiedo sempre più coraggio nella vita di tutti i giorni. Un cielo un po' più azzurro ispira fiducia in tempi di dubbi e insicurezze. Buona primavera a tutti!

24 marzo 2009

Fiamma viva, drago morto



Ozyrrandion, sotto le dure scaglie verdi, sotto i possenti muscoli, ancora più in profondità nel suo cuore, di fronte alla caduta del ponte e alla paura della morte, trema. Trema perché sa che per lui non ci sarà perdono. Trema perché non vorrebbe dover fuggire di fronte ai nemici. Ma la sua missione ha la priorità, e dovrà ritirarsi perché ci sono piani da rifare, e un esercito da riorganizzare, dopo questi cambiamenti startegici. Cioè, dopo il suo fallimento.

Le sue ali sferzano l'aria, nel tentativo di mettere distanza tra sé e i nemici e guadagnare quota. La Compagnia del Lupo non vuole tuttavia permetterlo. Qualcuno tenta un incantesimo, ma la refrattarietà alla magia dei grandi draghi ha la meglio, questa volta. Intanto all'unisono gli altri imbracciano gli archi e scagliano frecce verso il fuggitivo, ma la sua corazza è solida e impenetrabile, finché in pochi secondi la distanza tra lui e gli OverFallen sembra incolmabile. Zarthen ribolle di rabbia. Non è ira di furore. Ma l'effetto di una pressione e di una tensione lentamente covata, consumata piano piano fino al limite estremo. La volontà di non arrendersi di fronte al raggiungimento di un traguardo tanto combattuto. La volontà di risorgere migliore di prima, di poter aiutare i suoi compagni al meglio delle sue capacità, consumando quella distanza che separa la sconfitta dalla vittoria...

In un disperato tentativo, dà voce dentro di sé a quel sentimento, alimentandolo dalla magia, strutturandolo all'interno di essa come ha sempre saputo fare, formandolo in fiamme come attraverso lo studio e l'applicazione ha imparato a fare... le sue labbra si contraggono nello sforzo e il braccio si tende da solo, puntando il dito verso il drago...

La freccia rossa scaturisce dal suo indice e con velocità raggiunge Ozyrrandion, per poi esplodere in una palla di fuoco incandescente.

Neanche un rumore di tutto questo raggiunge i nostri amici. I loro occhi focalizzano un nero fumo, e la massa ormai nerastra e lontana del loro nemico piombare al suolo con violenza. Dopo qualche attimo è il vento, a portare quello che resta dell'eco del terribile grido di morte del possente Ozyrrandion...

La vittoria viene acclamata da tutti, la meraviglia e l'incredulità dell'impresa compiuta lascia il posto allo stemperamento della tensione. La prima battaglia di una guerra ancora da cominciare è stata vinta. Warklegnaw inneggia il coraggio della compagnia, e prende la sua strada alla ricerca del suo clan, promettando di tornare in aiuto. Mentre il gruppo si dirige verso il cadavere del drago verde, dove ancora le fiamme non accennano ad estinguersi. Qualcosa di infuocato si fa loro incontro lungo il tragitto, una freccia di fuoco...

Ma non è un pericolo, è un volatile fiammeggiante. Simile ad un falco, si appollaia sulla spalla di Zarthen, estinguendo le fiamme da lui stesso generate. Le sue piume sono rosso-dorate. Il portamento fiero del rapace. Il dono della parola. "Salve" si rivolge agli OverFallen. "Mi chiamo Uran".
Un nuovo amico si aggiunge alla compagnia.

Dopo alcuni minuti per chiarire la situazione, è evidente che Almarus ha interferito nei rituali per l'acquisizione di un famiglio che Zarthen ha effettuato. Richiedendogli quindi di sacrificare qualcosa, la sua magia del fuoco, come prova di fede per permettergli di aiutare Alexys a ritornare tra i viventi. Invece di un imp infernale quindi è arrivato il curioso Uran, una "fenice", per come si definisce lui stesso, che è frutto in parte di Zarthen stesso e della forza magica che l'arcanista ha soppresso per tutto questo tempo. Uran, che nell'Antica Lingua pare significare "dono che riscalda" asserisce di essere stato al servizio del Dio Sole stesso, prima di materializzarsi su Therazan e in Zarthen. Ed è pronto a giurare che Almarus e altri dèi stanno osservando il cammino intrapreso dagli OverFallen. Per questo non ci sarebbe da stupirsi dei sogni inviati da Shesmaril, e dei doni che Rumbor ha fatto a Therdras in cambio della sua devozione alla strada della libertà contro la tirannia. Questo è accaduto, spiega, perché le forze del bene si contrappongono necessariamente a quelle del male, e proprio adesso che Tiamat sta in qualche modo espandendo la sua influenza in questa zona, e che grandi eventi si preparano, le potenze opposte non restano ad osservare, ma risvegliano nei mortali la capacità di opportsi al male, alla paura, all'odio, alla tirannia, al massacro, alla corruzione e alla sofferenza.

Purtroppo Uran non è in grado di chiarificare la situazione più di così, ma è sicuro che ci sia molto di più di quello che è riuscito a spiegare. Perciò i nostri eroi sono subito pronti a rimboccarsi le maniche e ripartire. Mentre le scaglie di Ozyrrandion vengono raccolte come trofeo dai vincitori, Zarthen fissa il suo famiglio sorridendo. In lui la magia del fuoco fluisce di nuovo, e la sente intorno a sé, come percepisce di essere in grado di richiamarle ancora, meglio di prima, dando forma agli incantesimi di fuoco con la maestria di un artista; mentre il tramonto annuncia che una buia notte è prossima a scendere sulla Valle di Elsir...

17 marzo 2009

La caduta del ponte



Ozyrrandion il drago verde soffia inutilmente contro i nemici il suo respiro mortale. La nube giallo-verde di vapori acidi viene spinta verso l'alto da una parete di vento che Anamkas frappone tra sé e la morte. Ma Ozyrrandion certamente non si arrenderà, tutti lo sanno. Intanto le frecce dei goblin dall'altro lato della gola si infrangono sul muro di forza di Zarthen. Il capo della compagnia di guardia, però, con l'aiuto dei suoi validi secondi, riesce a saltare l'ostacolo, e ad atterrare tra Davos e Therdras. Poche le ferite che infligge la sua lama, prima di sfuggire dalle dita della sua mano morta. Tutti gli OverFallen sono pronti ad aiutare i compagni.

Therdras riesce finalmente, con un ultimo violento fendente, a sgretolare la roccia del ponte, che si frantuma del tutto sotto di lui rischiando di trascinarlo verso una caduta fatale di oltre 50 metri. I suoi riflessi lo salvano. E se Davos riuscirà a completare l'opera il ponte non reggerà il proprio peso e crollerà. Questo Ozyrrandion non può permetterlo, e decide di attraversare la barriera di vento, con tutta la propria possanza fisica, per porre fine alla vita di Davos il più rapidamente possibile. Il suo collo frusta verso il guerriero, le sue fauci come una tenaglia lo agguantano straziandone le carni. E nonostante la resistenza che oppone, Davos viene gettato senza pietà nel vuoto, ormai spacciato. Adesso tocca agli altri...

Ma anche questa mossa era stata prevista. Zarthen si era posizionato, infatti, sotto il ponte, poco fuori dalla campata dello stesso, fluttuando sempre invisibile nell'aria. Con un guizzo riesce ad afferrare Davos prima che sia troppo tardi. Davos brama vendetta, e perciò l'arcanista sta già formulando dentro di sé un prezioso incantesimo per lui...

Marrk decide che è ora di affrettare i tempi. Scaglia un dardo di vibrazioni sonore intensificate con la magia verso il ponte, per farlo crollare. La pietra si sgretola ma ancora resta salda. Mentre Lothlin e Anamkas tentano di salvare Therdras, con i loro poteri curativi, poiché la furia di Ozyrrandion è inarrestabile su di lui. C'è un breve scambio di colpi tra i due, prima che il drago tenti di afferrare alla gola l'avversario. Therdras sta per soccombere quando Alexys, che aveva guadagnato una posizione favorevole sulla scalinata della torre di guardia, si lancia sprezzante del pericolo per affondare la lama tra le scaglie del rettile. Ozyrrandion è ferito. Ma resiste fiero, e cocciuto. E' giovane e testardo, ma fiero, e appartiene ad una nobile stirpe di draghi, quella del ben noto Trakaborgar che a Gothara i sapienti rispettano. Per questo resiste e fino all'ultimo cerca di eliminare chi tenta di distruggere il ponte. E Tiamat gli darà forza finché il ponte reggerà...

Ma le cose non andranno così, oggi. Zarthen termina il suo incantesimo, che permette a Davos di volare. Quest'ultimo si getta come un giavellotto vivente, spada avanti, verso il ponte, danneggiando le sue pietre da sotto. E c'è un sussulto tra le rocce. Unite da secoli. Come se stessero salutandosi. Come se sapessero che di lì a poco saranno tornate alla terra, molti metri più giù. E, mentre sopra la situazione si fa disperata, il cacciatore combattente, al sicuro da ogni pericolo, cambia presa sull'impugnatura della sua doppia lama, e scarica una serie di fendenti che spezzano per sempre i legami che tengono unita l'antica struttura del ponte...

...Un rombo. Un crepitio di schianti, poi il frastuono di mille grandinate. In pochi secondi il ponte crolla. Cade. Si sgretola. Pietra dopo pietra, come cera vicino ad una fiamma, precipita verso il fiume in fondo alla gola accorciandosi progressivamente, mentre tutti si mettono in salvo sulla terraferma.

Per Ozyrrandion è troppo. Ha fallito. E adesso non ha più senso combattere. Dovrà tornare nei ranghi della Mano Rossa, maledicendo Koth e la sua inesperienza. Vola sforzandosi di battere le ali per battere in ritirata più velocemente possibile. Tornare dai capi. Il ponte non c'è più. Il ponte è stato perso. Il ponte è crollato...

13 marzo 2009

Il Ponte sulla Gola del Teschio



La scena di fronte agli occhi degli OverFallen è inquietante. Sarebbe quasi impossibile riuscire anche soltanto ad avvicinarsi al ponte senza essere subito scoperti. Una striscia di terreno spoglio esporrebbe chiunque a chiaro pericolo. Ed anche la magia sarebbe inutile. Ozyrrandion, come tutti i draghi, possiede sensi talmente sviluppati che percepirebbe immediatamente la presenza di chiunque, anche se invisibile, per lo meno entro una trentina di metri, cioè la lunghezza dell'intero ponte. Senza contare il temibile fiuto del segugio infernale che si trova alla testa dello stesso. Ma la strategia che il gruppo mette in atto, frutto dell'esperienza di molte battaglie, oltre che di grande intuito, ha del geniale, e come spesso già accaduto in passato, si rivela determinante per lo scontro, anche di fronte agli imprevisti.

Zarthen, che non ha dalla sua la magia del fuoco, sfrutta i suoi poteri per volare invisibile lontano dagli arcieri sulle torri, dai segugi infernali e dal temibile drago, rimanendo in disparte sul versante sud della gola, e con un grande sforzo crea magicamente un muro inattaccabile di forza invisibile proprio sul ponte, pochi metri alle spalle del mastino infuocato. La trappola è tesa e al tempo stesso la difesa è preparata. Giunge il momento del diversivo contemporaneamente all'assalto. Warklegnaw scaglia un macigno di roccia sul ponte, danneggiando le antiche pietre naniche. Ma il ponte resiste. Contemporaneamente, la maggior parte del gruppo attacca a distanza gli arcieri posizionati sulle torri, ispirata e resa impavida e vigorosa dalla magia intessuta nel canto di Marrk. Alexys si occupa di mettere fuori combattimento il feroce mastino dalle fauci fiammeggianti. Mentre Davos e Therdras, senza alcun indugio, si gettano anima e corpo sui primi metri del ponte, spade sguainate, pronti all'opera di demolizione e distruzione.

Suona il corno dell'allarme. L'accampamento sull'altro lato del ponte ferve dei soldati della Mano Rossa, che si preparano a controbattere l'assalto. Ozyrrandion è terribile a vedersi, mentre libra in volo le sue ali e ringhia inferocito. La sua possanza, quella della stirpe più antica del mondo, nel momento della furia, metterebbe in fuga chiunque. Ma appena un brivido percorre le ossa dei nostri eroi, all'udire il suo terrificante ruggito di guerra. Dopo di lui, il primo a reagire è il segugio diabolico sull'altro lato del ponte. Si lancia in una corsa bestiale verso i nemici, gli occhi rossi come tizzoni ardenti, ma finisce per schiantarsi contro il muro invisibile, e guaire ferito, mentre una macchia di immondo sangue cola come sospesa in aria nel punto dell'impatto. La presenza del muro di forza che protegge l'operato di Therdras e Davos non impensierisce il capitano dell'accampamento, che con due dei suoi più validi subalterni si avvicina lungo il ponte al fulcro dell'azione. Gli arcieri, dall'alto delle torri, pescano frecce dai loro barili, tempestando la Compagnia del Lupo. Ma le loro frecce sono lente per i riflessi dei nostri eroi, le cui armature incantate resistono al debole acciaio dell'esercito di Tiamat.

Warklegnaw scaglia una roccia più grande, dalla sua postazione tra il folto della vegetazione, verso il ponte, provocando danni più seri. Nonostante la sua età è ancora un prode guerriero. Ma Ozyrrandion, percepita la minaccia, decide di intervenire, e con una planata soffia un potente gas corrosivo sul gigante, distruggendo la vegetazione che lo nascondeva, e ferendolo quasi a morte. Zarthen, una volta che il drago è passato oltre, raggiunge l'alleato e lo rimette in forze tramite una bacchetta magica, grazie alla sua abilità di entrare in sintonia con la magia che agisce negli oggetti incantati. Dopodiché gli consiglia di rimanere fuori dallo scontro. Therdras intanto usa tutta la forza che ha per menare dei colpi davvero possenti alle rocce del ponte sotto di lui, mentre Davos sfrutta la sua velocità d'esecuzione nei colpi e il potere della sua spada, forgiata in un metallo capace di fendere come burro ogni materiale, per assestare più danni possibili alla struttura di pietra, accanto al suo compagno. Inutilmente i combattenti della Mano Rossa tentano di oltrepassare il muro di forza. Mentre Lothlin Marrk e Anamkas tengono impegnati gli arcieri permettendo che l'operazione possa proseguire.

Ozyrrandion sta già virando, con un poderoso colpo di reni, e in un attimo si avventa contro coloro che stanno danneggiando il ponte. Quel ponte che lui deve proteggere per il suo signore della guerra e per la sua Crudele Madre Tiamat. Prontamente spalanca la bocca per sciogliere in un bagno d'acido i suoi nemici... Ma questa mossa era stata prevista. In nome di Nemurian signore dei cieli, Anamkas invoca il potere dell'aria che viene da quella scintilla divina che si è risvegliata nella sua anima, creando un muro di correnti vorticose. Ed è il vento che le è amico, a bloccare il gas corrosivo di Ozyrrandion... E adesso? ...