18 settembre 2008

Davos amico mio



OverFall. Fuga dalla Notte Eterna.

Zarthen si avvicina alla carta caduta per terra. Pensa che Davos sia stato leale nei confronti dei suoi compagni. Pensa che il destino di tutti quanti loro sia legato. Infine la raccoglie. "Il suo posto è con noi" dice, e la poggia sul tavolo insieme alle altre... Tutto sembra dissolversi e scomparire. Gli OverFallen si trovano di nuovo a Brindol, nel frutteto dove si sono scontrati con Alianera e Galmarik. Accanto a loro Ronet e Zandar li fissano dubbiosi. Per loro è passato un attimo. La visione del vecchio è apparsa soltanto ai nostri eroi e non al grimlock e allo gnomo.

Cosa è accaduto? Ancora è un mistero. Tuttavia è certo che il passaggio nel pozzo, forse per intercessione di Oidon, li ha ricondotti a casa. Ronet e Zandar non hanno più niente ormai che li leghi alle loro terre. Continueranno insieme il loro viaggio in superficie. E sarà quel che sarà. Per qualcuno un addio, per molti un arrivederci.

Ma ora i nostri hanno dei conti da saldare. Come si evince dalle notizie in città, molti giorni sono passati, e Davos ha affisso manifesti offrendo oro a chi porti notizie dei suoi compagni scomparsi. Subito gli OverFallen si ritrovano, insieme a Davos ricostruiscono l'accaduto...

I Morlun altro non sono che un ramo deviato, per così dire, dei nobili monaci guerrieri Nermir. Il loro monastero è a circa mille-millecinquecento chilometri a sudest, oltre il Mar di Karasia. Costoro sono cacciatori di non-morti, e seguono una ferrea disciplina, unendo la devozione a Naekross, il dio del tempo e della giusta morte, alla pratica marziale, sviluppata tramite le spade forgiate in nebron, identiche a quelle dei Morlun e di Davos. Uno dei maestri dei Nermir, il noto Lanval, era di indole troppo libera e caotica per gli standard del monastero, data anche la sua devozione per Kratous, divinità della battaglia e della lotta tra gli opposti. Allontanatosi o esiliato dal monastero quindi ha addestrato Davos secondo la sua stessa via... Se anche si è spiegato che Davos è un Nermir mancato, e che piuttosto i Morlun sono suoi nemici, e se anche è chiaro chi sia Lanval, il più deve ancora essere detto.

Davos infatti non è un essere umano. Abbandonato da bambino, è figlio della scellerata unione tra un essere umano e una creatura immonda. Un tiefling, un umanoide con il sangue di qualche diavolo o demone, il cui vero aspetto è mostrato chiaramente nell'immagine sovrastante. Si spiega il perché della carta che lo rappresentava. In qualche modo la sua figura risultava interessante per i Morlun, per motivi tutti da scoprire. Per questo i malvagi monaci guerrieri del sottosuolo hanno organizzato una spedizione in superficie per rapire il nostro Davos. Lanval era giunto in tempo per avvisare il suo allievo del pericolo, quando nella stanza hanno fatto irruzione i Morlun. Lanval si è curato di salvare il suo pupillo, mentre gli altri sono stati rapiti dai Morlun che han visto bene di venderli nel Sottosuolo per far soldi, dato l'alto valore di mercato delle elfe. Dopo pochi giorni, Lanval ha ripreso i suoi viaggi. Mentre Davos è rimasto alla ricerca dei suoi compagni. Adesso che fare?

Bisogna scoprire, al monastero Nermir, come potevano sapere del rapimento venturo di Davos. Ma, ahimè, non tutti sono ammessi ad entrare. Solo nobili eroi possono varcare le soglie del monastero. E Davos deve entrarvi, per poter accedere alle più profonde discipline dei Nermir. Per adesso, l'idea migliore è quella di fare ancora esperienza. Farsi le ossa e crearsi un buon nome ed una degna fama. Diventare forti e esser conosciuti come giusti. Farsi amici potenti e nobili.

Diventare degli eroi.

Per tenere Galdorak alla larga, non esser soli ed esser pronti ad ogni suo attacco. Per poter essere ammessi al monastero Nermir e scoprire la verità.

Inoltre, Zarthen ha altri buoni motivi per percorrere questa strada. Il tipo che lo ha male apostrofato a Gothara, negandogli udienza dal Drago del Vento, avrebbe permesso soltanto a persone di buon cuore, ad eroi riconosciuti o a predestinati, di conferire con il mentore di Alaspada.

"Ma si nasce eroi? Lo si diventa? Oppure si possono compiere atti che vanno oltre al destino, che nessuno potrà negare o far cadere, che devono essere riconosciuti per la forza della volontà che li ha generati? Quindi questa è una ragione in più per restare uniti e urlare al mondo che oltre la caduta della Brigata Fortebranco, è sorto un nuovo branco. Non per credere nel destino. Ma per poter scegliere di essere come vogliamo essere. Eroi, demoni? Gli altri parleranno. Oltre agli eventi, un po' più in là ancora, saranno le nostre scelte a renderci quello che saremo. Saremo noi a scegliere il nostro destino!"

Su questi pensieri indugia l'arcanista, d'improvviso comprendendo le parole scambiate per tutto un mese con Enmar il tatuatore. Guardando Marrk, sorride, perché lui ne è la prova vivente...

"Grazie amici miei."

14 commenti:

Aranor ha detto...

Che tristezza i miei OverFallen. Nessuno ha risposto alla mia fatica letteraria di alta scuola che è la cronaca dell'avventura. Dopo tutto il tempo e l'amore che ci dedico... A me l'avventura è piaciuta un sacco. Come ho accennato nel finale ha dato modo di crescere a Zarthen perché ha capito una cosa importante, che spiegherò più avanti. Inoltre tanti scontri, buona e fluida trama, avvincente, d'atmosfera, da fiato sospeso. Grande Antonio e grandi a tutti noi!

Anonimo ha detto...

Ancora una volta ricambio i complimenti espressi qui e in altre sedi e ribadisco il mio apprezzamento per l’intero svolgersi dell’avventura. Le mie perplessità sul combattimento coi drow le ho già analizzate anche troppo minuziosamente nel precedente intervento. Vorrei proporvi un piccolo quiz prima di chiudere questo capitolo: nel racconto di Rico, non so se volutamente o meno, viene omesso un particolare bizzarro sulla natura dei Morlun che è emerso durante una discussione tra Alexys, Lothlin e Davos. 1000 punti esperienza a chi lo ricorda per primo! (eheh)
Antonio

Aranor ha detto...

"Cavolo!" come dice sempre Zarthen... Non me lo ricordo. Sennò l'avrei messo... Cos'era? Alexys e Lothlin per favore voi vi ricordate?

Aranor ha detto...

Delle maschere l'ho detto. Della storia l'ho detto. Della loro crudeltà e abilità in battaglia l'ho detto. Che scompaiono quando morti l'ho detto. Cos'era?

Terry ha detto...

Bellino ora vi ci viene anche la foto!!!
Ma non sarà che i loro oggetti si possono identificare perchè costruiti dai drow? Non mi ricordo!! E' l'unica cosa che mi ricordo aver osservato questa, per via del mio nuovo mantello!!!

Terry ha detto...

Perchè a me la foto non appare???
Cmq anch'io rinnovo i miei complimenti al master (è una delle avventure più belle che ho giocato!) e a Zarthen che ci rapisce sempre con i suoi racconti in prima persona, alternandosi a Rico. Mi piace molto questo modo di narrare le avventure.

Ho paura di essere ripetitiva con tutti questi complimenti!! Fater qualcosa di sbagliato così posso dire anche questo!! No, scherzo, siete troppo bravi!

Anonimo ha detto...

Niente di fondamentale, solo un piccolo dettaglio che non aveva alcuna influenza sulla trama dell’avventura. In realtà si trattava di un suggerimento, sfuggito per sbaglio al dm, sul possibile collegamento tra Davos e i Morlun, quindi, se non ve lo ricordate, è ancora meglio!
Antonio

Terry ha detto...

Ci sono! È il colore delle spade! Davos ha la spada rossa come loro! Ora ci hai messo la curiosità...

Terry ha detto...

Che bello ho la foto anche io ora! Grazie Giuggi!! Che bella sorpresa! :-D è proprio carina!

Anonimo ha detto...

Mi piace la novità delle minifoto.
Inizialmente avevo pensato di distinguere i due ordini nel modo suggerito da Teresa, ma sarebbe stato un plagio troppo evidente di Guerre Stellari e alla fine ho evitato. Il colore di una spada di nebronn segnala solo lo stile di combattimento adottato dal suo possessore (esistono nove tecniche speciali, basate su combinazioni di talenti e classi di prestigio particolari, che avrete la fortuna di sperimentare sulla vostra pelle molto presto). Io mi riferivo ad un altro aspetto che differenzia un Nermir da un Morlun…
Antonio

Aranor ha detto...

Le maschere erano diverse? La loro fede? Le creature con cui sono "amici"? PS Che bello domani giochiamo! Cioè oggi tra poche ore!!!

Anonimo ha detto...

Anch'io avrei detto il colore delle spada, quindi sembra che nessuno se lo ricordi questa differenza di 1000 PE tra i Morlun e i Nermir.
Poi non si è giocato.

Diego B.

Anonimo ha detto...

Signor Petri, l'orologio del vostro blog è un'ora indietro.
Se ho scoperto l'acqua calda, sarebbe cortesia che non me la tirasse addosso.

Diego B.

Aranor ha detto...

Il mio blog non ha capito come funziona l'ora legale, per l'ennesima volta. Forse non ho saputo spiegargliela io non lo nego. E non ricordarmi che non si è giocato sto ancora soffrendo!