OverFall.
Il gruppo si risveglia, e come ogni mattina comincia le proprie attività. Ma, questa volta, tra diverse sorprese. Tanto per cominciare, tutti hanno avuto la stessa visione onirica. Anamkas è sicura che sia opera della dea Shesmaril, e gli altri non credono che l'elfa si sbagli. Anamkas ha ancora il suo bel da fare, poichè Therdras si risveglia con dei nuovi strani poteri: adesso può percepire l'essenza malvagia intorno a sé, e la sacerdotessa cerca di aiutarlo a controllare questo dono, e a comprendere come ne sia venuto in possesso. Il mistero trova la sua spiegazione nel messaggio che i superni hanno lasciato nel sogno di questa notte. Therdras adesso gode del favore di Rumbor, e finché percorrerà questa strada il dio gli fornirà gli strumenti per combattere le tirannie dei malvagi con una sacra ira funesta.
Nel frattempo Zarthen viene a capo di un'altra questione: l'identificazione del portentoso bastone che i Vraath custodivano nella cripta. Il "Bastone del ritorno dell'anima" (questo il suo nome) è in grado di compiere un prodigio: se utilizzato su una creatura appena uccisa, da pochi secondi, può impedire all'anima di separarsi dal corpo e in pratica annullarne la morte.
"Cavolo! Questo va ben oltre le potenzialità consuete della magia conosciuta, che generalmente agisce riportando l'anima dall'aldilà al mondo dei vivi, anche a distanza di tempo, a prezzo di un'ordalia per l'anima stessa, che si lacera in parte con il risultato di riportare alla vita una persona uccisa ma con uno spirito ferito e a volte con capacità indebolite. Il bastone è in grado di impedire, se usato tempestivamente, la morte appena avvenuta di una creatura.
Ed è in grado di farlo per due volte.
Dopo le quali esaurirà la sua magia.
E si polverizzerà.
Cavolo!"
Le novità non finiscono qui. Un sensore magico viene percepito, qualcuno sta scrutando i nostri eroi. Ma chi? Un messaggio giunge alla mente dell'arcanista. E' il suo maestro, che lo ha osservato tramite un incantesimo, per teleportarsi da lui.
Raziel Coregan, Maestro della trasmutazione all'Università della Magia di Gothara, nel regno di Wuncastia. Eccentrico, di sicuro ha passato la mezza età, ma si presenta acuto ed arzillo, anche se un po' inquietante. Con sé ha una grossa valigia. Spiega che sta partendo, questioni che riguardano la sua famiglia, suo figlio, lo richiamano oltre i confini dello Zenepharr stesso, al di là delle Grandi Montagne. Abbandonerà per un po' l'Università. Mentre al suo allievo Zarthen lascia delle pergamene, e brevi annotazioni per aiutarlo nello studio delle stesse, che l'arcanista dovrà svolgere da solo.
Zarthen è sorpreso e sconcertato. Prima di salutare, forse per sempre, il suo mentore, sa però che alcune questioni devono essere puntualizzate. Chiede quindi notizie a Raziel riguardo al Drago del Vento e al suo misterioso ambasciatore, poiché lo stregone in questi giorni avrebbe dovuto effettuare delle ricerche. Ma le risposte sono deludenti. Le indagino non hanno portato a molto. Alaspada è scomparso, forse morto, e il Drago del vento inaccessibile. Anche il suo ambasciatore è protetto da ogni forma di individuazione magica. Qualcosa di grande potere deve essere in atto, avverte Raziel, per impedire certe forme di magia. Ad esempio il trasporto magico, anch'esso in questo periodo è fallibile ed erratico. E ciò significa che qualcosa di grosso sta per accadere. Il maestro saluta l'allievo, per poi tentare un teletrasporto che fallisce. Al secondo tentativo, consumando molto altro potere magico, lo stregone scompare, lasciando tutti con i propri dubbi, e Zarthen con le mani nei capelli ad urlare: "Cavolo! Cavolo! Non gli ho chiesto come fare per riavere la mia magia del fuoco!" ...
E mentre Marrk intona qualche nota per vincere la tensione, e Davos striscia silenziosamente nel sottobosco, seguendo la pista che conduce a nord, verso la Gola del Teschio, il Bosco delle Streghe risuona di un lamento straziante: "Cavolooooooo!!!" ...

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