
La scena di fronte agli occhi degli OverFallen è inquietante. Sarebbe quasi impossibile riuscire anche soltanto ad avvicinarsi al ponte senza essere subito scoperti. Una striscia di terreno spoglio esporrebbe chiunque a chiaro pericolo. Ed anche la magia sarebbe inutile. Ozyrrandion, come tutti i draghi, possiede sensi talmente sviluppati che percepirebbe immediatamente la presenza di chiunque, anche se invisibile, per lo meno entro una trentina di metri, cioè la lunghezza dell'intero ponte. Senza contare il temibile fiuto del segugio infernale che si trova alla testa dello stesso. Ma la strategia che il gruppo mette in atto, frutto dell'esperienza di molte battaglie, oltre che di grande intuito, ha del geniale, e come spesso già accaduto in passato, si rivela determinante per lo scontro, anche di fronte agli imprevisti.
Zarthen, che non ha dalla sua la magia del fuoco, sfrutta i suoi poteri per volare invisibile lontano dagli arcieri sulle torri, dai segugi infernali e dal temibile drago, rimanendo in disparte sul versante sud della gola, e con un grande sforzo crea magicamente un muro inattaccabile di forza invisibile proprio sul ponte, pochi metri alle spalle del mastino infuocato. La trappola è tesa e al tempo stesso la difesa è preparata. Giunge il momento del diversivo contemporaneamente all'assalto. Warklegnaw scaglia un macigno di roccia sul ponte, danneggiando le antiche pietre naniche. Ma il ponte resiste. Contemporaneamente, la maggior parte del gruppo attacca a distanza gli arcieri posizionati sulle torri, ispirata e resa impavida e vigorosa dalla magia intessuta nel canto di Marrk. Alexys si occupa di mettere fuori combattimento il feroce mastino dalle fauci fiammeggianti. Mentre Davos e Therdras, senza alcun indugio, si gettano anima e corpo sui primi metri del ponte, spade sguainate, pronti all'opera di demolizione e distruzione.
Suona il corno dell'allarme. L'accampamento sull'altro lato del ponte ferve dei soldati della Mano Rossa, che si preparano a controbattere l'assalto. Ozyrrandion è terribile a vedersi, mentre libra in volo le sue ali e ringhia inferocito. La sua possanza, quella della stirpe più antica del mondo, nel momento della furia, metterebbe in fuga chiunque. Ma appena un brivido percorre le ossa dei nostri eroi, all'udire il suo terrificante ruggito di guerra. Dopo di lui, il primo a reagire è il segugio diabolico sull'altro lato del ponte. Si lancia in una corsa bestiale verso i nemici, gli occhi rossi come tizzoni ardenti, ma finisce per schiantarsi contro il muro invisibile, e guaire ferito, mentre una macchia di immondo sangue cola come sospesa in aria nel punto dell'impatto. La presenza del muro di forza che protegge l'operato di Therdras e Davos non impensierisce il capitano dell'accampamento, che con due dei suoi più validi subalterni si avvicina lungo il ponte al fulcro dell'azione. Gli arcieri, dall'alto delle torri, pescano frecce dai loro barili, tempestando la Compagnia del Lupo. Ma le loro frecce sono lente per i riflessi dei nostri eroi, le cui armature incantate resistono al debole acciaio dell'esercito di Tiamat.
Warklegnaw scaglia una roccia più grande, dalla sua postazione tra il folto della vegetazione, verso il ponte, provocando danni più seri. Nonostante la sua età è ancora un prode guerriero. Ma Ozyrrandion, percepita la minaccia, decide di intervenire, e con una planata soffia un potente gas corrosivo sul gigante, distruggendo la vegetazione che lo nascondeva, e ferendolo quasi a morte. Zarthen, una volta che il drago è passato oltre, raggiunge l'alleato e lo rimette in forze tramite una bacchetta magica, grazie alla sua abilità di entrare in sintonia con la magia che agisce negli oggetti incantati. Dopodiché gli consiglia di rimanere fuori dallo scontro. Therdras intanto usa tutta la forza che ha per menare dei colpi davvero possenti alle rocce del ponte sotto di lui, mentre Davos sfrutta la sua velocità d'esecuzione nei colpi e il potere della sua spada, forgiata in un metallo capace di fendere come burro ogni materiale, per assestare più danni possibili alla struttura di pietra, accanto al suo compagno. Inutilmente i combattenti della Mano Rossa tentano di oltrepassare il muro di forza. Mentre Lothlin Marrk e Anamkas tengono impegnati gli arcieri permettendo che l'operazione possa proseguire.
Ozyrrandion sta già virando, con un poderoso colpo di reni, e in un attimo si avventa contro coloro che stanno danneggiando il ponte. Quel ponte che lui deve proteggere per il suo signore della guerra e per la sua Crudele Madre Tiamat. Prontamente spalanca la bocca per sciogliere in un bagno d'acido i suoi nemici... Ma questa mossa era stata prevista. In nome di Nemurian signore dei cieli, Anamkas invoca il potere dell'aria che viene da quella scintilla divina che si è risvegliata nella sua anima, creando un muro di correnti vorticose. Ed è il vento che le è amico, a bloccare il gas corrosivo di Ozyrrandion... E adesso? ...

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