08 maggio 2009

Come piume al vento



OverFall. Le notizie sulla guerra percorrono la Via dell'Alba, mano a mano che i profughi di villaggio in villaggio marciano derelitti verso est, verso Brindol e verso una tenue speranza. La Compagnia del Lupo accompagna la prima fase della migrazione, scortando i popolani ed occupandosi di eliminare le prime avanguardie dell'Orda, che si tratti di feroci incursioni sanguinarie o di astuti mappatori.

E' durante una notte, che la minaccia diventa tragica realtà per i nostri eroi. Anamkas monta il suo turno di guardia. Scruta la notte e l'orizzonte, mentre gli altri dormono preda di sogni o incubi, o soltanto ristorando le fatiche con placido sonno. Sono stati duri gli ultimi giorni. Ma l'animo dell'elfa è gentile, oltre che severo, e il suo spirito è temprato. Il coraggio non l'ha mai abbandonata. La scintilla divina che nella sua anima brilla imperitura è stata risvegliata forse proprio per combattere questa guerra? Forse, forse. Gli dèi hanno rivelato molto, in questi giorni. Hanno mandato segni. E forse non è stato un caso ma un destino, quello che l'ha condotta a far parte di una compagnia di mercenari qual'era la Brigata Fortebranco. L'esperienza bellica accumulata in quegli anni certamente la sta aiutando... In questa guerra.

"L'unica guerra, fra quelle che ho combattuto, che davvero valga la pena vincere. Non scaramucce tra umani, di cui tra cento anni nessuno ricorderà nulla. La lotta del Bene contro il Male. E se Nemurian mi aiuterà, sarò folgore che si abbatte sul nemico. E sarò nube, che sovrasterà abbracciando gli amici e opprimendo gli avversari. E sarò vento, che volerà spazzando il campo di battaglia. E sarò pioggia, alla fine, per lavare via il sangue e ridare la vita. Sì. Se Nemurian mi darà forza, io sarò cielo, che è padre di tutto e tutto domina, e tutto vede e tutto raggiunge"...

E, alzando gli occhi al cielo, nel momento della preghiera e del raccoglimento, gli acuti occhi dell'elfa scorgono la sagoma di un mostro alato in avvicinamento. Ali membranose, scaglie, fauci aguzze, lunga coda con pungiglione, artigli mortali. Una viverna, stirpe di drago.

Proteggere gli abitanti. Questa la priorità. Le viverne, Anamkas lo sa, sono voraci. Aggressive. E questa, sicuramente, non fa eccezione. Il tempo di dispiegare le splendide ali piumate, ed Anamkas segna il suo destino. Gridare l'allarme chiamerebbe in soccorso gli altri OverFallen, ma probabilmente anche qualche abitante si esporrebbe impotente ad un pericolo troppo grande. "No. Attirerò la viverna su di me. Salverò i profughi. Per Nemurian!"

Il mostro osserva la creatura alzarsi in volo con grazia. La segue con lo sguardo. Ecco la sua preda...

Ed ecco nei cieli che lo scontro si consuma. E saette, Anamkas scaglia sul drago, invocando il castigo divino su di lui. E la viverna affonda gli artigli nella carne. E l'odore del sangue la inebria. E poi è un turbine di dolore, di ferite, di tenacia e di furia. Mentre, immobile, imperscrutabile, il cielo avvolge l'incantevole e spaventoso duello...

Ed è con lo schiocco di una frusta, che la viverna piazza il pungiglione proprio in mezzo al petto di Anamkas. Ed il terribile veleno nel suo corpo...

Come le fiamme, brucia tutto in lei. Ma è solo un attimo. Poi tutto rallenta per un attimo. Il dolore scompare lentamente, lasciando il posto ad uno strano torpore. Tutto il corpo di Anamkas si contrae. Non vuole muoversi come la sua mente vorrebbe. Non lo sente più. Come affaticato da mille anni di tormento e di tortura, concentrati in un singolo minuscolo frammento di millesimo di momento di agonia purissima. Finché l'unica cosa che sente è la brezza. E una sensazione di abbandono...

Trenta metri più in basso, gli OverFallen sono stati svegliati dal frastuono della battaglia che riempie i cieli come un sinistro presagio. Fuori dalla loro tenda, sono sordi testimoni degli ultimi pensieri di Anamkas. "Questa brezza è piacevole, adesso. Ed io che credevo che la morte fosse un punto di oscurità, che lentamente ingoia tutta la luce intorno a me... No... La morte è questa brezza... E' vedere che sto allontanandomi dal cielo, mentre la terra si avvicina. La morte sono le mie ali che non si muovono. Non riuscire a vivere questa brezza, ma lasciare che scivoli via da me senza abbracciarla. La morte, padre dei cieli, è non poter volare più..."

Trenta metri più in basso, Anamkas cade. Decine di piume volteggiando si adagiano lentamente intorno a lei, come per annunciarne la dipartita. In silenzio. Con delicatezza. Come se volessero mostrare che avrebbero voluto sostenerla e posarla con amore al suolo proprio in quel modo. Come se volessero continuare a volare. Come se lo spirito di Anamkas in realtà non fosse ancora abbattuto. E prima che l'ultima piuma possa posarsi, prima che la viverna in picchiata strazi le carni della loro compagna, gli OverFallen sono già intervenuti.

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2 commenti:

Aranor ha detto...

Sea ti voglio bene!

Matteo ha detto...

Ma i coccodrilli di Graskat Gnull? Vabbé andare subito sui momenti più topici ed epici (o sfigati a seconda delle interpretazioni), ma sorvolare sui regolamenti di conto interni della Mano Rossa (e sul fatto che vi siete fatti sfuggire il chierico guida... hi hi hi...).
L'avevi già scritto nella mail, quindi non mi sono sorpreso più di tanto. Tranquillo.
Post comunque molto bello. Pieno di affetto fraterno ;)