14 marzo 2010

Colle Canto alle Stelle



OverFall.
I gufi giganti sono cavalcati da alcuni elfi. Indubbiamente sono una pattuglia di cacciatori. Il loro capo è Killiar RapidoArco. Dopo qualche scambio di battute emerge che la progenie sconfitta dalla Compagnia del Lupo aveva ucciso e divorato uno dei cacciatori elfici. Questi ultimi comprendono che dovranno rientrare con una brutta notizia. Quando i nostri cercano di spiegare i motivi della loro presenza nei territori della palude, ottengono di venire scortati a Colle Canto alle Stelle, il villaggio degli elfi.

Giunti sul posto, hanno modo di conoscere alcune personalità della comunità elfica, e di venire a sapere un po' della storia dei Tir Kitor. Sellyria "che canta alle stelle" è un'anziana sciamana che guida la comunità. Ormai qualche secolo fa guidò parte degli elfi di Bosco Profondo (situato a ovest della Valle dell'Elsir e delle Montagne del Dragone Fumante) qua nelle Paludi di Rhest, non molto dopo la caduta del Regno di Rhest stesso, circa 500 anni fa. I motivi di questa scissione-esodo sono riservati, quel che conta è che la comunità dei Tir Kitor da allora vive isolata e territoriale. Si ritiene che la sciamana sia in comunione con lo spirito della palude stesso, che dal loro insediamento ha sempre guidato e protetto gli elfi. Trellara "ombra della notte" è invece la Cantrice dell'Alba. Sarebbe a dire la memoria storica del suo popolo. E' lei che raccoglie e custodisce i canti e la storia dei Tir Kitor, e che esegue gli stessi nelle occasioni opportune. Purtroppo il suo prossimo compito sarà duro da affrontare: il canto funebre per il cacciatore ucciso dalla progenie sarà una prova ardua dato che il morto era proprio il fratello di Trellara. Davos ha modo di parlare da solo con la Cantrice, e la esorta a canalizzare la rabbia che ha dentro contro il nemico. Trasformando l'odio in energia. Traendo forza dal dolore potrà ottenere vendetta, le dice. E queste sembrano le uniche parole cui qualcuno è disposto a dare ascolto.

Già, perché Sellyria non pare molto intenzionata a scendere in campo, con degli umani per giunta, per affrontare la Mano Rossa. Ha già troppi problemi qui nel suo territorio, e niente sembra smuoverla dai suoi propositi. Anamkas la apostrofa con dure parole, inorridita da tanta miopia. E a poco serve la diplomazia di Zarthen. Ci sono dei problemi oggettivi e fin troppo concreti con cui fare i conti: innanzitutto la divisione capitanata dal perfido Saarvith, stanziata proprio in mezzo alle paludi, che sta incubando progenie immonde di drago verde, e che può vantare la forza di un drago nero di una certa età, nonché un contingente di uomini-lucertola autoctoni delle paludi, asserviti alla causa della Crudele Signora. E poi... E' Illian "manto nevoso", il sacerdote dei Tir Kitor, a spiegare il motivo di tanta ritrosia da parte della sciamana. Illian è il più saggio o quantomeno il più concreto e attento tra gli elfi con cui la Compagnia ha parlato finora. Egli spiega che Sellyria da un po' di tempo ha perso sintonia con la guida dello spirito della palude. Un po' a causa dell'età. Un po' preda dei propri rimorsi e della perdita mai superata del proprio marito, la sciamana pare convinta di una fine inevitabile che paradossalmente si fa sempre più reale quanto più è forte la convinzione che lo sia.

Ed è con queste premesse che, dopo i funerali sopracitati, in cui Marrk interpreta un canto emozionante, la Compagnia del Lupo decide che è il momento di partire. L'accordo ottenuto è il seguente. Il gruppo eliminerà la minaccia del Capitano Saarvith e dei suoi. Dopo di ciò, senza accampare ulteriori indugi, i Tir Kitor manderanno quanti più combattenti possibili a Brindol, dove si spera di arginare l'avanzata dell'Orda. Per poco Trellara non fugge dal villaggio per seguire i nostri, presa da un sacro fuoco di vendetta. Ma viene convinta a rimanere al Colle. Anche per evitare incidenti diplomatici. Dopo di che, un po' via terra un po' a nuoto un po' al guado, il gruppo si avvicina al Lago di Rhest, al centro delle Paludi omonime. Volare sarebbe stato rischioso. Nessuno sano di mente si farebbe notare, a miglia di distanza dall'obiettivo, da un drago di 400 anni, grande come un tirannosauro, nel suo territorio. Eppure, e tutti ne sono consapevoli, prima o poi questo incontro-scontro dovrà avvenire...

Tutto questo è OverFall. A presto.

6 commenti:

Terry ha detto...

Non abbiamo citato l'ira funesta di Anamkas nei confronti degli elfi di Canto alle Stelle. Vi ricordate???
Imprese memorabili attendono gli Overfallen..
Il peggio deve ancora arrivare.

Aranor ha detto...

Come no? Ho detto che apostrofa con dure parole gli elfi... Questa... è... Spar...cioè, Anamkas!!! :)

Anonimo ha detto...

altro che apostofa...si incazza proprio!!! :-P

Aranor ha detto...

Mi sono preso una licenza artistica... :) sei Sea vero?

Anonimo ha detto...

Tra poco inizierà la parte del racconto più dolorosa (almeno per il sottoscritto). Perso nel trambusto recente mi sono dimenticato che il primo Marzo era il compleanno di Overfall: due anni di vita e ancora tante storie da raccontare e un mucchio di strada da percorrere insieme alla Compagnia del Lupo. Spero che Overfall segni nuovi record nelle classifiche di longevità delle campagne di d&d!
P.S.: Rico, quel ristorante della mail non è ancora stato spazzato via da una folgore divina?
Antonio

Terry ha detto...

AUGURI OVERFALL E OVERFALLEN! Spero di vivere tante tante nuove avventure ancora con voi... e con i nostri pg... con buona grazia dei master.
E' il gruppo più bello in cui abbia mai giocato (senza togliere nulla al mio primo gruppo, Waytrack, a cui sono ancora molto legata). Grazie ragazzi, e vediamo un pò di giocare il 10 aprile che è tornata anche la France e non si è mai giocato!!! VERGOGNA!!!